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Hugo Pratt e Corto Maltese. 50 anni di viaggi nel mito

Hugo Pratt

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Il maestro della letteratura disegnata e il suo personaggio più amato. Quando l’opera e l’autore si fondono in un sogno lungo mezzo secolo.

«Racconto la verità come se fosse una cosa falsa» confessava Hugo Pratt in un’intervista del 1995. «A differenza di molti altri che raccontano cose false volendole far passare per vere, in questo modo la lettura diventa doppia, tripla e il lettore trova che certe cose che ho detto erano vere, allora gli viene una gran voglia di andare alla loro ricerca.» È in un continuo gioco di specchi tra Realtà e Finzione che si materializza tutta la poetica di questo maestro della narrazione, sempre in bilico tra Alto e Basso, tra Passato e Modernità. Così come, sempre in una giostra di riflessi, Pratt si è via via identificato con il suo antieroe Corto Maltese, imprimendo nel personaggio i segni della sua storia personale e delle sue più profonde inquietudini. Curata da Patrizia Zanotti, la mostra Hugo Pratt e Corto Maltese. 50 anni di viaggi nel mito celebra il cinquantenario della nascita del celebre marinaio, apparso per la prima volta nel 1967 nell’indimenticabile Una ballata del mare salato. In questa vorticosa galleria di immagini, molte delle quali mai viste prima d’ora, c’è spazio anche per intense e preziose testimonianze di grandi conoscitori dell’opera prattiana come Antonio Calabrò, Antonio Faeti, Enrico Fornaroli, Fabio Roversi-Monaco e Marco Steiner. Tra le pagine di questo libro si srotola silenziosa e seducente la pellicola di un film fatto di tavole in bianco e nero, appunti a matita e ricordi acquerellati, un percorso avvolgente che tocca le mille sfaccettature della produzione di Pratt, ma che naviga costantemente attorno a Corto Maltese, l’antieroe che mezzo secolo fa incarnò – con un anno di anticipo – lo spirito ribelle e anticonformista della generazione del ’68.

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